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Guida al benessere orale

Impianto o terapia canalare (devitalizzazione)

Infografica: dente naturale e impianto dentale a confronto

Qual è la scelta migliore per il Suo dente?

Scritto da Danilo Di Vico — Odontoiatria e Implantologia Digitale presso 3D Tandarts Schiedam, con particolare interesse per l’endodonzia microscopica, la diagnostica e l’implantologia.

– Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2026

Ha dei dubbi tra un impianto e una terapia canalare (devitalizzazione)? Probabilmente non Le interessa solo sapere in cosa consistono i due trattamenti. Soprattutto vuole sapere: cosa è ragionevole per il mio dente, nella mia situazione?

Come dentisti, nella pratica quotidiana vediamo spesso pazienti convinti che un impianto sia sempre meglio di un dente naturale. In realtà la decisione dipende per lo più dalla ricostruibilità e dalla prognosi del dente.

La risposta breve: se il Suo dente è ancora conservabile in modo prevedibile e ricostruibile in modo duraturo, la terapia canalare merita di norma una seria considerazione. Se il dente non è più recuperabile in modo affidabile, ad esempio per una frattura radicolare verticale, una carie profonda, tessuto dentale insufficiente, gravi problemi dei tessuti di sostegno o una prognosi sfavorevole dopo trattamenti precedenti, l’impianto può essere la scelta migliore.

La domanda giusta quindi non è: “L’impianto è meglio della terapia canalare?”
La domanda giusta è: “Qual è la prognosi di questo dente specifico?”

Ha dubbi tra impianto e terapia canalare?

Prenoti un consulto diagnostico da 3D Tandarts. Può fissare facilmente un appuntamento online cliccando qui.

Per questo, da 3D Tandarts a Schiedam guardiamo prima di tutto alla diagnosi, alla ricostruibilità del dente, alle gengive, all’osso mascellare, al carico occlusale e alla durata prevista. Solo dopo è possibile valutare bene se, nella Sua situazione, la scelta più ragionevole sia conservare il dente, ritrattare, estrarre, realizzare un ponte o inserire un impianto.

Quando conservare il dente e quando scegliere un impianto?

Risposta breve:

Una terapia canalare, detta anche devitalizzazione, cerca di conservare il Suo dente naturale. Il dentista rimuove il tessuto infiammato o infetto dai canali radicolari, li deterge, li disinfetta e li sigilla. Può leggere maggiori informazioni sulla terapia canalare qui.

Un impianto sostituisce un dente mancante o non più conservabile in modo prevedibile. L’impianto è una radice artificiale, di solito in titanio, su cui viene poi posizionata una corona.

In breve:

  • Situazione: Il dente è ancora ben ricostruibile; Di solito più logico considerare: Terapia canalare
  • Situazione: L’infiammazione è trattabile e la radice è integra; Di solito più logico considerare: Terapia canalare
  • Situazione: Una precedente terapia canalare è stata eseguita in modo insufficiente, ma il ritrattamento ha buone probabilità; Di solito più logico considerare: Ritrattamento endodontico o valutazione specialistica
  • Situazione: Frattura radicolare verticale; Di solito più logico considerare: Estrazione e sostituzione
  • Situazione: Tessuto dentale insufficiente per una ricostruzione duratura; Di solito più logico considerare: Estrazione e sostituzione
  • Situazione: Il dente non è più recuperabile in modo affidabile; Di solito più logico considerare: Impianto, ponte o altra sostituzione
  • Situazione: Osso mascellare e gengive sono idonei; Di solito più logico considerare: Impianto possibile
  • Situazione: Ha dubbi a causa di pareri contrastanti; Di solito più logico considerare: Consulto diagnostico o secondo parere

Un impianto può essere un ottimo trattamento. Ma non è automaticamente meglio di un dente naturale. Un dente naturale ha sensibilità, un proprio legamento di fibre che lo unisce all’osso mascellare e una funzione biologica nella Sua occlusione. Se quel dente è conservabile, questo ha spesso un grande valore.

La domanda decisiva: il dente è ancora ricostruibile in modo duraturo?

La terapia canalare ha senso solo se il dente può poi essere ricostruito e sigillato correttamente. Questo aspetto viene spesso sottovalutato.

Il dentista valuta, tra l’altro:

  • quanto tessuto dentale sano è ancora presente;
  • se c’è una frattura nella radice;
  • se la carie arriva sotto il livello della gengiva o dell’osso;
  • quanto è estesa e attiva l’infiammazione;
  • se i canali radicolari sono raggiungibili e ben detergibili;
  • se un trattamento precedente può essere ritrattato;
  • se un’otturazione, una ricostruzione o una corona sono realizzabili in modo prevedibile;
  • quanto sono sane le gengive e l’osso mascellare;
  • quanta forza masticatoria grava sul dente;
  • se c’è bruxismo (serramento o digrignamento);
  • quanto siano possibili una buona igiene orale e un buon controllo nel tempo.

Una terapia canalare tecnicamente ben eseguita può comunque avere una prognosi limitata se poi il dente non è ricostruibile in modo adeguato. Per questo da 3D Tandarts non guardiamo solo i canali radicolari, ma l’intero dente: corona, radice, gengiva, osso mascellare, occlusione e futuro restauro.

Cosa succede durante una terapia canalare?

Durante una terapia canalare il dentista rimuove il tessuto nervoso infiammato, infetto o necrotico dall’interno del dente o del molare. Poi i canali radicolari vengono detersi, disinfettati e otturati.

La terapia canalare può essere necessaria in caso di:

  • carie profonda;
  • otturazione con infiltrazione;
  • incrinatura o frattura;
  • trauma;
  • molare fratturato;
  • nervo infiammato;
  • nervo necrotico;
  • lesione periapicale (infezione all’apice radicolare);
  • problemi dopo una precedente terapia canalare.

I disturbi più comuni sono:

  • sensibilità prolungata al caldo o al freddo;
  • dolore masticando o mordendo;
  • dolore pulsante;
  • sensazione di pressione;
  • gonfiore;
  • una fistola o un “foruncolo” sulla gengiva;
  • sapore sgradevole dovuto alla fuoriuscita di pus;
  • dolore che ritorna dopo essere scomparso temporaneamente.

Da 3D Tandarts, per le terapie canalari utilizziamo un microscopio operatorio. Questo ci permette di osservare, detergere e trattare i canali radicolari con maggiore precisione, soprattutto in caso di anatomia complessa, canali stretti, imbocchi di canali accessori o ritrattamenti endodontici.

Il microscopio operatorio non si usa solo durante il trattamento, ma può essere prezioso anche nella diagnostica. L’ingrandimento aiuta a valutare fratture sottili, imbocchi di canali non individuati, vecchie infiltrazioni e altre anomalie difficilmente visibili a occhio nudo.

In caso di dubbi su una frattura radicolare, di disturbi persistenti, di dolore poco chiaro o di una precedente terapia canalare non riuscita, un’ulteriore diagnostica per immagini, come una scansione CBCT, può fornire informazioni aggiuntive. Una diagnosi accurata è essenziale, perché la scelta tra conservazione del dente, ritrattamento o estrazione dipende spesso da dettagli non sempre visibili su una radiografia standard.

Il microscopio non viene usato solo per i casi complessi, ma anche, ad esempio, nella diagnostica. L’ingrandimento può aiutare a individuare fratture sottili, imbocchi di canali non individuati, vecchie infiltrazioni e altre anomalie difficilmente visibili a occhio nudo. In caso di dubbi su una frattura radicolare, di disturbi persistenti o di un precedente trattamento non riuscito, un’ulteriore diagnostica per immagini, come una scansione CBCT, può fornire informazioni aggiuntive. Una diagnosi accurata è essenziale, perché la scelta tra conservazione del dente, ritrattamento o estrazione dipende spesso da dettagli non sempre visibili su una radiografia standard.

Scansione CBCT e pianificazione implantare digitale per il posizionamento preciso di un impianto dentale.

Quando la terapia canalare è una buona scelta?

La terapia canalare è particolarmente indicata quando:

  • il dente è ancora strutturalmente abbastanza solido;
  • la radice non è fratturata verticalmente;
  • l’infiammazione sembra trattabile;
  • i canali sono ben raggiungibili;
  • il dente può essere sigillato bene dopo il trattamento;
  • una ricostruzione o una corona è possibile;
  • i tessuti di sostegno sono sufficientemente sani;
  • il carico occlusale è gestibile;
  • c’è la disponibilità a effettuare controlli e manutenzione regolari.

Nei molari, dopo una terapia canalare è spesso necessaria una corona, soprattutto se si è perso molto tessuto dentale. I molari sopportano una forte forza masticatoria. Le pareti sottili possono rompersi nel tempo. Una corona può quindi aiutare a proteggere meglio il dente.

La corona non è sempre obbligatoria, ma va considerata sia nella prognosi sia nel confronto dei costi.

Cosa succede con un impianto?

Un impianto è una radice artificiale che viene posizionata nell’osso mascellare. Dopo la guarigione si fissa su di esso un moncone (abutment) e poi una corona.

L’impianto sostituisce quindi un dente mancante o che deve prima essere estratto. Non tratta il dente esistente.

Un percorso implantare comprende spesso più fasi:

  1. diagnosi e pianificazione del trattamento;
  2. eventuale estrazione;
  3. guarigione dell’osso e della gengiva;
  4. eventuale rigenerazione ossea;
  5. posizionamento dell’impianto;
  6. integrazione con l’osso mascellare;
  7. posizionamento del moncone e della corona;
  8. controlli e manutenzione.

Un impianto può restituire molto comfort, funzione masticatoria ed estetica. Tuttavia non è un nuovo dente naturale. L’impianto non ha nervo, non ha un legamento di fibre naturale e richiede una manutenzione accurata.

Quando l’impianto è la scelta più saggia?

Un impianto può essere più ragionevole quando il dente naturale non è più conservabile in modo affidabile.

Può accadere, ad esempio, in caso di:

  • frattura radicolare verticale;
  • carie profonda sotto il livello della gengiva o dell’osso;
  • tessuto dentale residuo insufficiente;
  • grave mobilità dovuta alla perdita dei tessuti di sostegno;
  • una frattura sfavorevole;
  • infiammazione ricorrente con prognosi sfavorevole;
  • una precedente terapia canalare non riuscita in cui il ritrattamento ha poche probabilità di successo;
  • un dente che non può più essere ricostruito adeguatamente;
  • una situazione in cui conservare il dente richiede molti trattamenti con prevedibilità limitata.

In queste situazioni, continuare a cercare di conservare il dente può portare a costi aggiuntivi, appuntamenti in più, disturbi ricorrenti e infine comunque all’estrazione. Allora un impianto, un ponte o un’altra sostituzione possono essere più realistici.

Schema di un impianto dentale con corona tra due denti sani

Perché osso mascellare e gengive sono importanti

Un impianto può funzionare bene solo se l’ambiente circostante è abbastanza sano. Per questo valutiamo:

  • se il volume osseo è sufficiente;
  • se le gengive sono sane;
  • se è presente parodontite;
  • se è necessaria una rigenerazione ossea;
  • se c’è spazio sufficiente per una corona su impianto;
  • se l’occlusione è favorevole;
  • se è possibile pulire bene l’impianto;
  • se ci sono fattori di rischio come fumo, bruxismo o scarsa igiene orale;
  • se si tratta di una zona estetica visibile.

A volte l’impianto non è possibile subito dopo l’estrazione. Può essere necessaria prima una guarigione o una rigenerazione ossea. Questo rende il percorso più lungo e a volte più costoso.

Impianto o terapia canalare: le principali differenze

  • Argomento: Obiettivo; Terapia canalare: Conservare il dente naturale; Impianto: Sostituire un dente mancante o non conservabile
  • Argomento: Punto di partenza; Terapia canalare: Il dente è ancora presente; Impianto: Il dente manca o deve essere estratto
  • Argomento: Requisito; Terapia canalare: Il dente deve essere trattabile e ricostruibile; Impianto: Osso mascellare, gengive e spazio devono essere idonei
  • Argomento: Trattamento; Terapia canalare: Detersione e sigillatura dei canali radicolari; Impianto: Posizionamento chirurgico di una radice artificiale
  • Argomento: Fase successiva; Terapia canalare: Otturazione, ricostruzione o corona; Impianto: Moncone e corona su impianto
  • Argomento: Guarigione; Terapia canalare: Spesso dolore postoperatorio limitato; Impianto: Guarigione chirurgica e integrazione ossea
  • Argomento: Costi; Terapia canalare: Dipendono da canali, ricostruzione e corona; Impianto: Dipendono da impianto, corona, rigenerazione ossea e complessità
  • Argomento: Rischi; Terapia canalare: Reinfezione, frattura, infiltrazione, sigillatura insufficiente; Impianto: Perimplantite, riassorbimento osseo, mancata integrazione, problemi di manutenzione
  • Argomento: Manutenzione; Terapia canalare: Controllo di carie, margine della corona, frattura e infiammazione; Impianto: Controllo di gengive, livello osseo e detergibilità
  • Argomento: Scelta migliore quando; Terapia canalare: Il dente è conservabile in modo prevedibile; Impianto: Il dente non è più recuperabile in modo affidabile

Costi: cosa costa meno?

La terapia canalare sembra spesso più economica di un impianto. Ma un confronto onesto considera l’intero percorso.

Un percorso endodontico può comprendere:

  • consulto e diagnosi;
  • radiografie;
  • terapia canalare;
  • eventuale ritrattamento endodontico;
  • otturazione provvisoria o definitiva;
  • ricostruzione;
  • corona;
  • controlli.

Un percorso implantare può comprendere:

  • consulto e pianificazione del trattamento;
  • radiografia o scansione CBCT;
  • estrazione;
  • soluzione provvisoria;
  • rigenerazione ossea, se necessaria;
  • posizionamento dell’impianto;
  • fase di guarigione;
  • moncone;
  • corona su impianto;
  • controlli e manutenzione.

Non si chieda quindi soltanto: “Quanto costa una terapia canalare?” oppure “Quanto costa un impianto?”
Si chieda soprattutto: “Quanto costa il piano di trattamento completo, compreso il restauro definitivo?”

Nei Paesi Bassi, rimborso e costi a proprio carico dipendono dall’età, dall’assicurazione integrativa dentale, dall’indicazione e dal piano di trattamento. Per gli adulti molti trattamenti odontoiatrici non sono rimborsati integralmente dall’assicurazione sanitaria di base. Un preventivo personalizzato evita sorprese.

Rischi e durata: cosa può aspettarsi realisticamente?

Nessun trattamento odontoiatrico ha una garanzia assoluta a vita. Sia la terapia canalare sia l’impianto possono funzionare bene per anni, ma entrambi hanno rischi propri.

I possibili rischi della terapia canalare sono:

  • infiammazione persistente o ricorrente;
  • canali non individuati o difficili da raggiungere;
  • infiltrazione sotto un’otturazione o una corona;
  • frattura del dente;
  • tessuto dentale residuo insufficiente;
  • necessità di un ritrattamento endodontico;
  • alla fine comunque l’estrazione.

I possibili rischi dell’impianto sono:

  • integrazione insufficiente con l’osso mascellare;
  • infiammazione della gengiva intorno all’impianto;
  • perimplantite;
  • riassorbimento osseo;
  • allentamento o rottura di componenti;
  • problemi estetici in caso di recessione gengivale;
  • necessità di manutenzione o riparazioni aggiuntive.

Il risultato a lungo termine dipende molto da una buona diagnostica, da un’esecuzione corretta, dall’igiene orale, da controlli regolari e da un intervento tempestivo in caso di disturbi.

Dentista che lavora con un microscopio operatorio insieme a un'assistente presso 3D Tandarts

Guarigione e durata del trattamento

Dopo una terapia canalare il dente può essere sensibile per alcuni giorni, soprattutto mordendo o masticando. Di solito può riprendere presto le normali attività quotidiane. A volte sono necessari più appuntamenti, soprattutto in caso di infiammazioni complesse o ritrattamenti.

È importante che il dente venga poi sigillato bene. Un’otturazione provvisoria non deve restare troppo a lungo se è necessario un restauro definitivo o una corona.

Il trattamento implantare è chirurgico. Dopo il posizionamento possono comparire gonfiore, sensibilità o lieve dolore postoperatorio. Poi l’impianto deve integrarsi con l’osso mascellare. Questa fase si chiama osteointegrazione. La durata complessiva del trattamento è spesso maggiore, soprattutto se sono necessarie estrazione, guarigione o rigenerazione ossea.

Cosa succede se aspetta?

Aspettare a volte può essere comprensibile, ad esempio per paura, costi o esperienze negative passate. Eppure rimandare può avere conseguenze.

Le possibili conseguenze sono:

  • un’infiammazione più estesa;
  • più dolore;
  • gonfiore;
  • riassorbimento osseo;
  • ulteriore distruzione del dente;
  • un trattamento più difficile o più costoso;
  • minori probabilità di conservare il dente;
  • infine un trattamento d’urgenza o l’estrazione.

Se il dolore scompare temporaneamente, non significa sempre che il problema sia risolto. Un nervo necrotico può dare meno dolore mentre l’infezione resta presente.

Falsi miti più comuni

“L’impianto è sempre meglio”

Non è vero. L’impianto è una valida sostituzione quando un dente non è più conservabile in modo affidabile. Ma se il Suo dente naturale può essere ricostruito bene, conservarlo può essere un’ottima scelta.

“La terapia canalare è sempre dolorosa”

Le moderne terapie canalari si eseguono di solito in anestesia locale. Lo scopo è proprio trattare dolore e infiammazione. Può comparire un dolore postoperatorio, ma di solito è temporaneo.

“Se il dolore è passato, non serve più curare”

Non sempre. Un nervo può necrotizzarsi, così il dolore diminuisce mentre l’infezione persiste. Per questo esame e diagnostica per immagini sono importanti.

“Gli antibiotici risolvono un dente infiammato”

Gli antibiotici a volte possono aiutare temporaneamente quando un’infezione si sta diffondendo, ma di solito non risolvono la causa nel canale radicolare. Per questo serve un trattamento odontoiatrico.

“Un impianto dura tutta la vita senza bisogno di cure”

Un impianto può durare a lungo, ma richiede manutenzione. La gengiva e l’osso intorno all’impianto possono infiammarsi. I controlli regolari restano importanti.

Quando è opportuno un secondo parere?

Un secondo parere ha senso quando ha dubbi su una diagnosi, un piano di trattamento o una scelta irreversibile.

Vale soprattutto in caso di:

  • consiglio di estrarre un dente;
  • dubbio tra terapia canalare e impianto;
  • una precedente terapia canalare non riuscita;
  • dolore poco chiaro;
  • sospetto di frattura radicolare;
  • costi elevati;
  • pareri contrastanti;
  • timore di compiere la scelta sbagliata.

Un secondo parere non significa che non si fidi del Suo dentista. Significa che, davanti a una decisione importante, desidera maggiore certezza.

Dentista con mascherina che orienta la lampada operatoria presso 3D Tandarts Schiedam

Quali domande può porre durante il consulto?

Buone domande sono:

  • Il mio dente può ancora essere conservato in modo prevedibile?
  • È rimasto abbastanza tessuto dentale sano?
  • Una frattura è visibile o probabile?
  • Ha senso una terapia canalare o un ritrattamento?
  • Dopo avrò bisogno di una corona?
  • Cosa succede se non faccio nulla?
  • Quali sono le alternative?
  • Quali sono i rischi di ciascuna opzione?
  • Quanto costa il percorso completo?
  • Quanto dura il percorso di trattamento?
  • Qual è il piano se la prima opzione fallisce?
  • Serve una scansione CBCT per una diagnosi migliore?
  • C’è abbastanza osso per un impianto?
  • Sarà necessaria una rigenerazione ossea?

Perché scegliere 3D Tandarts a Schiedam in caso di dubbi?

Da 3D Tandarts a Schiedam non valutiamo partendo da un unico trattamento, ma dalla domanda: quale soluzione è la più prevedibile per questo dente, questa bocca e questo paziente?

Consideriamo:

  • diagnosi;
  • infiammazione;
  • forma della radice e canali radicolari;
  • eventuale frattura;
  • tessuto dentale residuo;
  • possibilità di ricostruzione;
  • gengive e osso mascellare;
  • carico occlusale;
  • costi;
  • alternative;
  • i Suoi desideri e le Sue preoccupazioni personali.

Nelle situazioni complesse può essere utile una diagnostica aggiuntiva, come la CBCT. Può aiutare in caso di sospetta frattura radicolare, di precedenti trattamenti non riusciti, di dolore poco chiaro o per la pianificazione implantare.

3D Tandarts si trova a Schiedam ed è raggiungibile da pazienti di Rotterdam, Vlaardingen, Maassluis e della regione dell’Olanda Meridionale, tra gli altri.

Quando fissare un appuntamento?

Prenoti un appuntamento se:

  • ha dubbi tra terapia canalare e impianto;
  • Le hanno detto che un dente va estratto;
  • ha un’infiammazione ricorrente;
  • ha un molare fratturato;
  • sospetta una terapia canalare non riuscita;
  • ha dolore, gonfiore o una fistola;
  • desidera un preventivo personalizzato;
  • desidera fare chiarezza prima di decidere.

Un consulto non significa che debba scegliere subito un trattamento. Significa che prima si valuta cosa è ragionevole fare.

Domande frequenti

Domande frequenti

Cosa è meglio: un impianto o la terapia canalare (devitalizzazione)?

Dipende dalla prognosi del Suo dente naturale. Se il dente è ancora conservabile e ricostruibile in modo affidabile, la terapia canalare merita spesso di essere presa in considerazione. Se il dente non è più recuperabile in modo prevedibile, l’impianto può essere la soluzione migliore.

Il mio dente può ancora essere salvato?

Lo si può stabilire solo dopo una visita. Il dentista considera la radice, l’infiammazione, la quantità di tessuto dentale residuo, le gengive, l’osso mascellare e le possibilità di ricostruzione.

Quando un dente va comunque estratto?

Un dente va di solito estratto quando non è più ricostruibile in modo affidabile, ad esempio in caso di frattura radicolare verticale, carie profonda, grave mobilità dentale o tessuto dentale insufficiente.

È possibile il ritrattamento endodontico dopo una terapia canalare non riuscita?

A volte sì. Il ritrattamento può essere utile in caso di infiltrazione, canali non individuati o otturazione canalare insufficiente. In presenza di una frattura radicolare o di una ricostruibilità strutturalmente scarsa, l’estrazione può essere la scelta più saggia.

Cosa costa di più: un impianto o la terapia canalare?

L’impianto di solito costa di più, perché il percorso comprende spesso estrazione, posizionamento dell’impianto, moncone e corona. Anche la terapia canalare può diventare più costosa se servono una ricostruzione e una corona.

Dopo la terapia canalare serve una corona?

Non sempre, ma spesso sì nei molari o nei denti molto indeboliti. Una corona può essere necessaria per prevenire fratture e ricostruire il dente in modo duraturo.

Un impianto può fallire?

Sì. Un impianto può non integrarsi a sufficienza, infiammarsi o sviluppare riassorbimento osseo. Una buona pianificazione, l’igiene orale e i controlli sono importanti.

Una terapia canalare può fallire?

Sì. Le cause possibili sono reinfezione, canali non individuati, infiltrazione, frattura o ricostruzione insufficiente del dente.

Quanto dura la guarigione dopo una terapia canalare?

Il dente può essere sensibile per alcuni giorni, soprattutto masticando. Di solito si torna presto a una funzione normale.

Quanto dura un percorso implantare?

Spesso diversi mesi, perché l’impianto deve integrarsi con l’osso mascellare. La durata complessiva dipende da estrazione, guarigione, rigenerazione ossea e dal momento in cui può essere posizionata la corona.

Quando è opportuno un secondo parere?

In caso di dubbi su un’estrazione, su un consiglio implantare, su costi elevati, su un precedente trattamento non riuscito o per timore di compiere una scelta irreversibile.

Posso rivolgermi a 3D Tandarts a Schiedam per un parere?

Sì. Da 3D Tandarts a Schiedam può ottenere una valutazione in caso di dubbi su conservazione del dente, terapia canalare, estrazione, ponte o impianto.

Conclusione: non scelga troppo in fretta, ma scelga in tempo

La terapia canalare e l’impianto sono entrambi trattamenti validi, ma non risolvono lo stesso problema.

La terapia canalare cerca di conservare il Suo dente naturale.
L’impianto sostituisce un dente mancante o non più recuperabile in modo prevedibile.

Ricordi soprattutto che:

  • un impianto non è automaticamente meglio di un dente naturale;
  • conservare il dente ha senso solo se poi può essere ricostruito in modo duraturo;
  • i costi vanno confrontati sull’intero percorso;
  • entrambe le opzioni comportano rischi e richiedono manutenzione;
  • il dolore che passa non significa sempre che il problema sia risolto;
  • aspettare può limitare le opzioni di trattamento;
  • il dubbio è un buon motivo per un consulto diagnostico.

Ha dei dubbi tra un impianto e una terapia canalare? Faccia valutare prima se il Suo dente può ancora essere conservato in modo prevedibile. Da 3D Tandarts a Schiedam La aiutiamo a fare chiarezza su diagnosi, opzioni di trattamento, costi e aspettative prima di compiere una scelta definitiva.

Danilo Di Vico

Danilo Di Vico

Odontoiatria e Implantologia Digitale presso 3D Tandarts Schiedam, con particolare interesse per l'endodonzia microscopica, la diagnostica e l'implantologia.

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