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Canali radicolari non individuati: perché un dente può continuare a dare fastidio dopo una terapia canalare (devitalizzazione)

Perché un canale radicolare può passare inosservato e come una diagnostica mirata, il microscopio operatorio e, se necessario, la CBCT possono aiutare in caso di disturbi persistenti dopo una terapia canalare.

Canali radicolari non individuati: perché un dente può continuare a dare fastidio dopo una terapia canalare

Autore:
Danilo Di Vico
Odontoiatria, chirurgia e implantologia digitale presso 3D Tandarts Schiedam.

Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2026

Tempo di lettura ~ 15 minuti

Ha ancora dolore a un dente dopo una terapia canalare (devitalizzazione)? Oppure i disturbi ricompaiono dopo mesi o anni, come sensibilità al morso, un gonfiore o un’infiammazione intorno all’apice radicolare?

Questo non significa automaticamente che la terapia canalare precedente sia stata eseguita in modo scorretto. Le cause possono essere diverse. Una di queste è un canale radicolare che durante il trattamento precedente non è stato individuato o trattato.

L’anatomia all’interno di un dente può infatti essere molto più complessa di quanto mostri una normale radiografia. Alcuni denti hanno canali aggiuntivi, i canali possono dividersi e riunirsi, e piccoli ingressi canalari possono nascondersi sotto la dentina o essere difficili da vedere a causa di calcificazioni.

In questo articolo spieghiamo perché a volte i canali radicolari non vengono individuati, in quali denti accade più spesso, che significato può avere per l’esito di una terapia canalare o di un ritrattamento endodontico e come la microscopia e una diagnostica 3D mirata (CBCT) possono aiutare nei casi complessi.

Risposta breve
Disturbi persistenti o ricorrenti dopo una terapia canalare possono avere cause diverse. Un canale non individuato o non trattato è una di queste.
Una visita clinica mirata e la diagnostica radiografica sono quindi il primo passo. Nelle anatomie complesse, il trattamento al microscopio operatorio può aiutare a rendere visibili piccoli dettagli anatomici. Quando le radiografie bidimensionali convenzionali non rispondono in modo adeguato a un quesito diagnostico rilevante, in casi selezionati si può valutare una CBCT aggiuntiva.

Indice

In questo articolo

  • Quando si può sospettare un canale non individuato?
  • Quali denti hanno un’anatomia canalare complessa?
  • Perché un canale non individuato è rilevante?
  • Microscopio e CBCT
  • Un canale non individuato può essere trattato in un secondo momento?
  • Domande frequenti

Quando si può sospettare un canale radicolare non individuato?

Un canale non individuato è solo una delle diverse possibili spiegazioni dei disturbi dopo una terapia canalare precedente.

Possono giustificare ulteriori accertamenti, ad esempio:

  • dolore persistente o ricorrente a un dente già trattato;
  • sensibilità o dolore al morso;
  • un gonfiore ricorrente o una fistola;
  • un’infiammazione intorno all’apice radicolare che non guarisce o ricompare;
  • disturbi che compaiono mesi o anni dopo il trattamento originale;
  • dubbi sull’anatomia o sulla qualità del trattamento precedente.

È importante sapere che questi segni non dimostrano che un canale sia sfuggito.

Anche un’infezione persistente nel sistema canalare trattato, un’infiltrazione coronale, una frattura radicolare, un problema restaurativo o una lesione combinata endodontico-parodontale possono causare disturbi simili.

Per questo un eventuale ritrattamento non comincia con il trattare, ma con la diagnostica.

Ha ancora disturbi dopo una terapia canalare?

Un dente resta sensibile, dolente o infiammato dopo una terapia canalare precedente? Possiamo indagare quale sia la possibile causa e se un ritrattamento abbia senso.

Dentista che lavora con un microscopio operatorio insieme a un'assistente presso 3D Tandarts

Perché esistono canali radicolari non individuati?

Un sistema di canali radicolari non è un insieme di tubicini perfettamente dritti.

L’anatomia interna si forma durante lo sviluppo del dente e può variare molto. I canali possono dividersi, riunirsi, essere collegati tra loro da istmi o avere una forma atipica.

Alcuni canali radicolari hanno inoltre un ingresso molto piccolo. Altri si trovano sotto una sporgenza di dentina o diventano sempre più difficili da vedere per la formazione di dentina secondaria o terziaria.

Questo significa che due denti che all’esterno appaiono quasi identici possono avere un’anatomia canalare interna diversa.

Quali denti hanno più spesso un’anatomia canalare complessa?

Sebbene la variabilità anatomica possa presentarsi in quasi ogni dente, alcuni gruppi dentali sono particolarmente noti per questo.

Primi molari superiori e canale MB2

Un esempio ben noto è il primo molare superiore.

Oltre al primo canale mesiovestibolare, nella stessa radice può essere presente un secondo canale mesiovestibolare: il cosiddetto canale MB2.

Una revisione sistematica con meta-analisi di Martins et al. ha rilevato nei primi molari superiori una prevalenza complessiva del canale MB2 del 69,6% (intervallo di confidenza al 95% 64,5–74,8%). Nei secondi molari superiori la prevalenza complessiva era inferiore, pari al 39,0%.

Questo non significa che in ogni primo molare superiore un canale MB2 separato sia clinicamente accessibile o trattabile. Mostra soprattutto quanto l’anatomia di questo dente possa essere variabile.

Il canale MB2 può essere piccolo e il suo ingresso può restare nascosto sotto la dentina. Per questo, nel trattamento dei molari superiori questa variante anatomica viene cercata in modo mirato.

Molari inferiori

Anche i molari inferiori possono presentare variazioni considerevoli.

Oltre ai consueti sistemi canalari mesiale e distale, possono essere presenti canali aggiuntivi. I canali possono inoltre dividersi, confluire o essere collegati da istmi.

Incisivi inferiori e premolari

Un dente che in una radiografia bidimensionale sembra avere una sola radice e apparentemente un solo canale non è necessariamente costituito, all’interno, da un unico canale.

Soprattutto in alcuni incisivi inferiori e premolari possono essere presenti due canali, vicini tra loro o che si dividono più in profondità nella radice.

Sistemi canalari a forma di C

In alcuni molari, in particolare certi secondi molari inferiori, l’anatomia canalare può avere una forma a C.

Invece di più canali rotondi ben separati, si trova un sistema canalare complesso, a forma di nastro. Questo ha conseguenze sia per l’individuazione sia per la detersione e la disinfezione dell’intero sistema canalare.

Perché un canale radicolare non individuato è clinicamente rilevante?

L’obiettivo di una terapia canalare è detergere e disinfettare nel modo più completo possibile il sistema canalare infetto e poi sigillarlo.

Quando un canale non viene trovato e resta non trattato, al suo interno possono rimanere tessuto infetto e carica microbica. Questo può contribuire a un’infiammazione apicale persistente o che si ripresenta in seguito.

Questo legame è stato riscontrato anche nella ricerca scientifica.

Karabucak et al. hanno esaminato con la CBCT denti trattati endodonticamente e hanno rilevato che i denti con un canale non individuato erano associati 4,38 volte più spesso a una lesione periapicale rispetto ai denti in cui non era stato rilevato alcun canale non individuato.

Una recente revisione sistematica con meta-analisi di León-López et al. del 2025 ha rilevato ugualmente un’associazione significativa tra canali non individuati rilevati con la CBCT e parodontite apicale post-trattamento. Gli autori segnalano allo stesso tempo una notevole eterogeneità tra gli studi inclusi e una bassa certezza delle evidenze disponibili. Il legame è quindi clinicamente rilevante, ma non va interpretato come se ogni canale non individuato causasse automaticamente disturbi o una lesione.

Un canale non individuato non è inoltre l’unica causa possibile di disturbi persistenti dopo una terapia canalare.

Questa distinzione è importante: la diagnosi va formulata prima di decidere se un ritrattamento sia davvero indicato.

Dentista con mascherina che orienta la lampada operatoria presso 3D Tandarts Schiedam

Perché alcuni canali radicolari non vengono individuati?

Ci sono diversi motivi possibili.

Visibilità limitata

Gli ingressi dei canali possono essere molto piccoli e collocati in profondità nella camera pulpare. Inoltre, sporgenze di dentina possono sottrarre alla vista diretta alcune strutture anatomiche. Un microscopio operatorio può in gran parte superare questo problema; come funziona lo spieghiamo più avanti.

Variabilità anatomica

Il clinico non deve solo sapere come si presenta l’anatomia più frequente, ma anche tenere attivamente conto di possibili varianti.

Un canale aggiuntivo non si trova necessariamente nel punto in cui, sulla base dell’anatomia standard, ci si aspetterebbe un’apertura.

Calcificazione

A causa dell’età, di restauri, traumi o stimoli precedenti può formarsi dentina aggiuntiva. In questo modo l’accesso a un canale originariamente presente può restringersi e diventare più difficile da riconoscere.

Limiti delle radiografie bidimensionali

Una radiografia convenzionale proietta una struttura tridimensionale su un’immagine bidimensionale.

Le strutture anatomiche che si trovano una dietro l’altra nella direzione del fascio di raggi X possono quindi sovrapporsi nell’immagine. Un canale aggiuntivo può dunque essere presente senza essere riconoscibile separatamente su una radiografia standard.

Come cerchiamo i canali radicolari non individuati?

Trattamento al microscopio operatorio

Un microscopio operatorio combina un forte ingrandimento con un’illuminazione mirata dell’area di trattamento.

In questo modo è possibile valutare meglio piccole caratteristiche anatomiche del pavimento della camera pulpare, come sottili differenze di colore, solchi di sviluppo e piccoli ingressi canalari.

Presso 3D Tandarts eseguiamo terapie canalari e ritrattamenti endodontici al microscopio operatorio.

Il microscopio non sostituisce la conoscenza anatomica né una strategia di trattamento sistematica. È uno strumento che permette al clinico di vedere meglio l’anatomia e di esaminarla in modo più mirato.

Esame sistematico della camera pulpare

L’ingrandimento da solo non basta.

Il pavimento della camera pulpare viene valutato in modo sistematico alla ricerca di indizi anatomici di canali aggiuntivi. Tra l’altro, la posizione degli ingressi canalari già trovati, i solchi di sviluppo e le differenze di colore della dentina possono fornire un’indicazione.

Nei denti noti per un’anatomia complessa si tiene attivamente conto della possibile presenza di canali aggiuntivi.

Quando può essere utile una CBCT?

Una CBCT consente una valutazione tridimensionale e, in situazioni endodontiche complesse selezionate, può fornire informazioni diagnostiche aggiuntive.

Questo però non significa che per ogni terapia canalare o ritrattamento sia automaticamente necessaria una CBCT.

L’AAE e l’AAOMR non raccomandano la CBCT come esame di screening di routine quando la diagnostica convenzionale fornisce informazioni sufficienti. La CBCT è rilevante soprattutto quando un quesito clinico specifico non trova una risposta adeguata con la visita clinica e le radiografie bidimensionali convenzionali.

Può essere il caso, ad esempio, di:

  • anatomia canalare sospettata complessa o atipica;
  • disturbi persistenti la cui causa resta poco chiara con la diagnostica convenzionale;
  • sospetto di un canale non individuato;
  • alcuni sospetti di riassorbimento o di frattura radicolare;
  • pianificazione di un ritrattamento endodontico complesso o di chirurgia endodontica.

Presso 3D Tandarts disponiamo della CBCT direttamente in studio. In questo modo una diagnostica tridimensionale aggiuntiva, quando ne esiste davvero l’indicazione, può far parte dello stesso percorso diagnostico.

Una CBCT non sostituisce l’ispezione clinica al microscopio. Le due tecniche forniscono informazioni diverse e in situazioni complesse selezionate possono completarsi a vicenda.

La causa dei Suoi disturbi non è ancora chiara?

In caso di disturbi endodontici complessi valutiamo prima di tutto che cosa stia succedendo. Se necessario, l’esame al microscopio e una diagnostica 3D aggiuntiva possono far parte di questa valutazione.

Immagini CBCT e pianificazione digitale dell'impianto sui monitor presso 3D Tandarts Schiedam

Un canale radicolare non individuato può essere trattato in un secondo momento?

In molti casi un canale non individuato può essere ricercato e trattato durante un ritrattamento endodontico.

Durante un ritrattamento, però, non si ripete semplicemente il trattamento originale.

Prima occorre stabilire perché il trattamento precedente non ha dato un risultato sufficiente. Si valuta poi se il restauro esistente sia accessibile, come decorra l’anatomia canalare, se vi siano complicanze tecniche e quale sia la prognosi del dente nel suo insieme.

Quando il ritrattamento è indicato e tecnicamente possibile, le otturazioni canalari esistenti vengono rimosse dove necessario, si ottiene nuovamente accesso al sistema canalare e si ricerca attivamente l’anatomia non trattata.

L’obiettivo resta lo stesso: conservare il dente naturale quando ciò è giustificato e prevedibile.

Il dolore dopo una terapia canalare significa che il trattamento è fallito?

No.

Una sensibilità di breve durata dopo una terapia canalare può presentarsi e di per sé non significa che il trattamento sia fallito. Anche i disturbi che compaiono più tardi hanno più cause possibili.

Per questo la domanda non è solo:

“Il dente fa ancora male?”

ma soprattutto:

“Perché questo dente fa male?”

Solo quando la causa è sufficientemente chiara si può stabilire se la soluzione più adatta sia attendere, un trattamento restaurativo, un ritrattamento endodontico, la chirurgia endodontica o un altro approccio.

Domande frequenti

Domande frequenti

Tutti hanno un canale MB2?

No. L’anatomia varia da persona a persona e da dente a dente.

Nei primi molari superiori un canale MB2 è effettivamente frequente. Una revisione sistematica con meta-analisi ha riportato una prevalenza complessiva del 69,6%, ma la sua presenza non significa automaticamente che il canale abbia lo stesso decorso o sia clinicamente accessibile in ogni singolo dente.

Un canale radicolare nascosto può sfuggire a una normale radiografia?

Sì. Una radiografia convenzionale è bidimensionale. Le strutture possono sovrapporsi nell’immagine, per cui un’anatomia tridimensionale complessa non è sempre visibile separatamente.

Un dolore persistente significa sempre che un canale è sfuggito?

No. Un canale non individuato è solo una delle possibili spiegazioni.

Anche un’infezione persistente, un’infiltrazione, un problema restaurativo, una frattura radicolare o un’altra patologia possono causare disturbi. Per questo è necessaria una diagnosi mirata prima di consigliare un ritrattamento.

Un canale non individuato può essere trattato in un secondo momento?

In molti casi sì.

Se un ritrattamento endodontico sia possibile e opportuno dipende, tra l’altro, dall’anatomia, dal restauro esistente, da eventuali complicanze tecniche e dalla prognosi del dente.

Un canale radicolare nascosto dà sempre disturbi?

No, non sempre.

Un canale anatomicamente presente ma non trattato non porta necessariamente subito a sintomi. Quando è presente un’infezione persistente, tuttavia, può svilupparsi o persistere un’infiammazione apicale. A volte lo si scopre perché compaiono disturbi; a volte un’anomalia viene notata durante la diagnostica radiografica.

Per un ritrattamento serve sempre una CBCT?

No, non sempre.

La CBCT non viene eseguita di routine per ogni terapia canalare o ritrattamento. Viene valutata quando si prevede che l’informazione tridimensionale aggiuntiva sia rilevante per un quesito diagnostico o terapeutico concreto.

Da 3D Tandarts ogni terapia canalare (devitalizzazione) viene eseguita al microscopio?

Presso 3D Tandarts le terapie canalari e i ritrattamenti endodontici vengono eseguiti al microscopio operatorio. La combinazione di ingrandimento e illuminazione mirata aiuta a valutare piccoli dettagli anatomici all’interno del dente.

Disturbi dopo una terapia canalare precedente?

Quando un dente già trattato torna a dare disturbi, è importante stabilire prima di tutto perché.

Presso 3D Tandarts Schiedam possiamo rivalutare un dente già trattato. Combiniamo la visita clinica e la diagnostica radiografica digitale con l’esame e il trattamento al microscopio operatorio. Quando è indicata una diagnostica tridimensionale aggiuntiva, disponiamo della CBCT direttamente in studio.

Sulla base dei risultati discutiamo con Lei se un ritrattamento endodontico sia possibile e opportuno, oppure se un altro trattamento sia più adatto alla Sua situazione.

Ha ancora dolore a un dente dopo una terapia canalare?

Faccia prima accertare da dove provengono i disturbi. Valutiamo il dente e discutiamo poi quale trattamento, se necessario, sia il più adatto.

Informazioni mediche e disclaimer

Le informazioni di questa pagina hanno scopo di informazione odontoiatrica generale e non sostituiscono una visita, una diagnosi o un consiglio terapeutico individuale.

Disturbi persistenti o ricorrenti dopo una terapia canalare possono avere cause diverse. La presenza di sintomi non significa automaticamente che un canale radicolare sia sfuggito o che un ritrattamento sia necessario.

La diagnostica e il trattamento appropriati vengono stabiliti per ogni paziente in base ai disturbi, ai reperti clinici, alle immagini disponibili, alla situazione restaurativa e alla prognosi del dente interessato.

Fonti e ulteriori informazioni

Il contenuto di questo articolo si basa su principi clinici endodontici ed è stato verificato sulla base della letteratura scientifica e di linee guida professionali.

Fonti scientifiche

Martins JNR, Alkhawas MAM, Altaki Z, et al. Second mesiobuccal root canal in maxillary molars — A systematic review and meta-analysis of prevalence studies using cone beam computed tomography. Archives of Oral Biology. 2020;113:104589.

La meta-analisi ha riportato, per i primi molari superiori, una prevalenza complessiva del canale MB2 del 69,6% (IC 95% 64,5–74,8%) e, per i secondi molari superiori, del 39,0% (IC 95% 31,1–46,9%).

Consulti la pubblicazione su PubMed

Karabucak B, Bunes A, Chehoud C, Kohli MR, Setzer F. Prevalence of Apical Periodontitis in Endodontically Treated Premolars and Molars with Untreated Canal: A Cone-beam Computed Tomography Study. Journal of Endodontics. 2016;42(4):538–541.

In questo studio con CBCT, i denti con un canale non individuato erano associati 4,38 volte più spesso a una lesione periapicale.

Consulti la pubblicazione su PubMed

León-López M, et al. Association Between the Presence of Missed Canals, Detected Using CBCT, and Post-Treatment Apical Periodontitis in Root-Filled Teeth: A Systematic Review and Meta-Analysis. Journal of Clinical Medicine. 2025;14(16):5781.

La revisione sistematica con meta-analisi ha rilevato un’associazione significativa tra canali non individuati e parodontite apicale post-trattamento. Allo stesso tempo, gli autori hanno riportato un’elevata eterogeneità tra gli studi e una bassa certezza delle evidenze.

Consulti la pubblicazione su PubMed

Linee guida sulla CBCT

American Association of Endodontists (AAE) & American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology (AAOMR). Joint Position Statement: Use of Cone Beam Computed Tomography in Endodontics.

La CBCT non è un esame di screening di routine per ogni paziente endodontico. L’indicazione è determinata dal quesito clinico e dal fatto che la diagnostica convenzionale fornisca o meno informazioni sufficienti.

Position statement AAE/AAOMR

Informazioni per i pazienti

Per informazioni generali in lingua olandese per i pazienti sulle terapie canalari si possono consultare anche quelle della KNMT.

KNMT – Terapia canalare

Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2026

Danilo Di Vico

Danilo Di Vico

Dentista

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