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Impianto dentale con poco osso: è possibile?

Dentista in colloquio con una paziente nella sala di trattamento di 3D Tandarts

Impianto con riassorbimento osseo: soluzioni con o senza rigenerazione ossea a Schiedam

Scritto da Danilo Di Vico — odontoiatria e implantologia digitale presso 3D Tandarts Schiedam
– Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026

Molti pazienti si sentono dire di avere “troppo poco osso” per gli impianti. In realtà questo spesso non significa che un impianto sia impossibile.

Presso 3D Tandarts a Schiedam, all’interno della stazione di Schiedam Centrum, grazie a tecniche moderne come scansioni 3D, rigenerazione ossea e pianificazione digitale possiamo in molti casi inserire impianti anche in presenza di riassorbimento osseo.

L’unico modo per saperlo con certezza è una valutazione personale.

Che cos’è il riassorbimento osseo?

Il riassorbimento osseo nella mandibola e nella mascella si verifica quando l’osso mascellare si riduce lentamente. Succede spesso dopo:

  • la perdita di un dente
  • l’uso prolungato di una protesi totale o parziale
  • parodontite (infiammazione della gengiva)
  • infezioni nell’osso mascellare

Poiché questo processo è graduale, molte persone se ne accorgono solo tardi.

Schema di un ponte fisso su quattro impianti (All-on-4)

Perché è importante avere abbastanza osso mascellare per un impianto?

Un impianto deve potersi integrare saldamente nell’osso mascellare per funzionare in modo stabile per molti anni. Per questo si valuta non solo la quantità di osso, ma anche la sua qualità e il punto in cui l’impianto deve essere collocato.

Nella valutazione si considerano, tra l’altro:

  • l’altezza e lo spessore dell’osso mascellare;
  • la densità e la qualità dell’osso;
  • la distanza da nervi e seno mascellare;
  • la posizione della futura corona o del futuro ponte;
  • la possibilità di mantenere pulito l’impianto.

L’obiettivo non è solo inserire un impianto, ma ottenere un risultato finale prevedibile e duraturo.

Come si verifica se c’è abbastanza osso?

Come si stabilisce questo nella pratica?

Valutare l’altezza dell’osso, i nervi e la posizione della corona non si fa “a sensazione”, ma attraverso un processo di pianificazione digitale strutturato.

1. Scansione 3D dell’osso mascellare (CBCT)

Viene eseguita una scansione CBCT dell’osso mascellare.
In questo modo diventano visibili in tre dimensioni:

  • l’esatta quantità di osso
  • il decorso del nervo
  • la posizione del seno mascellare
  • eventuali difetti ossei

Questa è la base per la pianificazione successiva.

2. Pianificazione digitale dell’impianto

Con un software specializzato l’impianto viene posizionato virtualmente. Questo fa parte dell’implantologia guidata dal computer, in cui la posizione dell’impianto dentale viene stabilita in modo digitale prima dell’intervento vero e proprio e spesso viene trasferita con una guida chirurgica.

In questa fase si stabiliscono:

  • l’angolazione e la posizione ottimali dell’impianto
  • l’altezza e lo spessore osseo disponibili
  • la distanza da nervi e seno mascellare
  • il rapporto con la futura posizione del dente

In questo modo si può valutare meglio in anticipo quale posizione dell’impianto sia appropriata in relazione all’osso disponibile e alle strutture anatomiche rilevanti.

3. Pianificazione protesica del dente

La posizione dell’impianto è determinata dal dente definitivo, non il contrario.

Per questo si pianificano in anticipo:

  • la forma e la posizione della corona o del ponte
  • l’occlusione funzionale
  • l’integrazione estetica con gli altri denti
  • le possibilità di igiene orale

Questo approccio viene chiamato anche implantologia protesicamente guidata.

4. Traduzione nell’esecuzione chirurgica

Il trattamento viene eseguito sulla base della pianificazione digitale.

A seconda della situazione, questo avviene:

  • con una dima chirurgica
  • oppure con una tecnica a mano libera preparata interamente in modo digitale
  • a volte in combinazione con la rigenerazione ossea

In questo modo la posizione pianificata in anticipo può essere riportata con precisione nella bocca.

Perché è importante?

L’obiettivo non è solo inserire un impianto, ma ottenere un risultato finale prevedibile e duraturo che sia:

  • funzionalmente corretto
  • esteticamente naturale
  • facile da pulire
  • stabile a lungo termine

Quando è possibile un impianto senza rigenerazione ossea?

Un impianto può spesso essere inserito subito quando:

  • il dente manca da poco tempo;
  • è presente un volume osseo sufficiente;
  • non c’è un’infezione in atto;
  • la posizione dell’impianto è favorevole;
  • si può ottenere un risultato finale stabile e facile da pulire.

Anche con un riassorbimento osseo limitato, grazie a una pianificazione accurata un impianto può talvolta essere inserito senza trattamenti aggiuntivi.

Dentista che illustra il piano di trattamento a una paziente presso 3D Tandarts Schiedam

Rigenerazione ossea per gli impianti

Quando serve la rigenerazione ossea?

Quando il volume osseo disponibile non è sufficiente per un corretto posizionamento e una stabilità adeguata dell’impianto, può essere necessaria una rigenerazione ossea. L’obiettivo è creare un supporto sufficiente affinché l’impianto possa integrarsi bene e venga collocato nella posizione corretta.

La rigenerazione ossea viene presa in considerazione, tra l’altro, in caso di:

  • grave riassorbimento osseo dopo la perdita di un dente;
  • perdita di osso dovuta a parodontite;
  • cresta ossea stretta;
  • altezza ossea insufficiente;
  • difetti ossei dopo infezioni;
  • osso insufficiente sotto il seno mascellare nell’arcata superiore.

Quali forme di rigenerazione ossea esistono?

A seconda della situazione sono possibili tecniche diverse.

Con un riassorbimento osseo limitato si può eseguire una piccola rigenerazione ossea locale intorno all’impianto. Con difetti più estesi può essere eseguito prima un trattamento rigenerativo e solo in un secondo momento viene inserito l’impianto.

Nell’arcata superiore può inoltre essere necessario un rialzo del seno mascellare quando lo spazio a disposizione non permette un inserimento sicuro dell’impianto.

Se la rigenerazione ossea possa avvenire contemporaneamente all’impianto o debba prima guarire separatamente dipende dalla quantità di osso disponibile e dalla stabilità desiderata.

Come si svolge il trattamento?

Il trattamento avviene di solito in anestesia locale. Durante l’intervento i pazienti avvertono in genere pressione e vibrazioni, ma nessun dolore acuto.

Dopo il trattamento possono comparire un lieve dolore postoperatorio, gonfiore e sensibilità. Con rigenerazioni ossee più estese il recupero può essere più impegnativo rispetto a un normale inserimento implantare.

Quanto dura il recupero?

La gengiva guarisce di solito nel giro di alcune settimane, mentre l’osso di nuova formazione può avere bisogno di diversi mesi per guarire completamente.

In questo periodo si consiglia spesso di:

  • seguire temporaneamente un’alimentazione morbida;
  • mantenere ben pulita la zona trattata;
  • evitare il più possibile il fumo;
  • presentarsi ai controlli concordati.

Solo quando si è avuta una guarigione ossea sufficiente l’impianto può essere caricato in modo definitivo.

Impianti dopo la parodontite

Anche dopo la parodontite un impianto può essere possibile, a condizione che l’infiammazione sia completamente sotto controllo e che l’igiene orale venga mantenuta bene.

Controlli regolari e una manutenzione professionale sono importanti per ridurre il rischio di perimplantite e di nuovo riassorbimento osseo.

Ha senso una seconda opinione?

Una seconda opinione può essere preziosa quando in precedenza Le è stato detto che gli impianti non sono possibili o quando sono stati dati consigli di trattamento diversi.

Con nuove immagini diagnostiche e tecniche di trattamento moderne, a volte emergono possibilità che prima non erano state prese in considerazione.

Quali alternative ci sono?

Non tutte le situazioni richiedono la stessa soluzione. A seconda della quantità di osso e dei Suoi desideri si può scegliere:

  • un impianto senza rigenerazione ossea;
  • un impianto combinato con rigenerazione ossea;
  • un impianto con rialzo del seno mascellare;
  • un ponte;
  • un’overdenture su impianti;
  • un’altra soluzione protesica.

La scelta finale dipende da funzione, estetica, manutenzione, comfort e prognosi a lungo termine.

Cosa succede se si aspetta?

Quando un dente mancante non viene sostituito per molto tempo, l’osso mascellare può ridursi ulteriormente. Inoltre i denti vicini possono spostarsi, oppure il trattamento può diventare più complesso in seguito.

Non tutte le situazioni richiedono un trattamento immediato, ma una valutazione tempestiva aiuta a mantenere aperte le opzioni future.

Quanto costa un impianto con riassorbimento osseo?

Il costo finale dipende dalla situazione individuale e può comprendere:

  • diagnostica;
  • un’eventuale scansione 3D;
  • rigenerazione ossea;
  • inserimento dell’impianto;
  • la corona o il ponte;
  • controlli e assistenza successiva.

Per questo è sempre necessario un preventivo personalizzato.

L’impianto o la rigenerazione ossea fanno male?

Grazie all’anestesia locale durante il trattamento non dovrebbe avvertire dolore acuto. Dopo il trattamento un lieve dolore postoperatorio, gonfiore e sensibilità sono normali e di solito temporanei.

La maggior parte dei disturbi scompare gradualmente nei primi giorni dopo il trattamento.

Se desidera saperne di più su questo argomento, può cliccare qui.

Dentista che indica una scansione 3D dei denti sul monitor presso 3D Tandarts

Quando un impianto è meno indicato?

Un impianto non è sempre la soluzione migliore. Può essere il caso, per esempio, di:

  • parodontite attiva;
  • igiene orale insufficiente;
  • alcune condizioni mediche;
  • fattori di rischio che influenzano la guarigione ossea;
  • situazioni in cui sarebbe necessaria una ricostruzione molto estesa.

In questi casi un ponte o un’overdenture su impianti può essere una scelta migliore.

Conclusione

Il riassorbimento osseo non significa automaticamente che un impianto sia impossibile. Grazie alla diagnostica moderna e a tecniche come la rigenerazione ossea, molti pazienti possono comunque essere trattati con successo.

Quale trattamento sia il più adatto viene stabilito sulla base di una visita personale, della valutazione clinica e, quando indicato, di ulteriori immagini 3D. In questo modo si può predisporre un piano di trattamento che tenga conto di funzione, pulibilità, anatomia e prognosi attesa a lungo termine.

Danilo Di Vico

Danilo Di Vico

Odontoiatria e implantologia digitale presso 3D Tandarts Schiedam

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